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	<title>Comitato Verso il 19 Luglio &#187; Cronaca Nazionale</title>
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	<description>Comitato anticamorra</description>
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		<title>Magliocca sì, Magliocca no . . .</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Feb 2012 11:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Comitato</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> Sarebbe incoerente, da parte di un Blog che tratta problemi legati alle mafie, non parlare del caso Magliocca e dell’errore umano che ha costretto, l’ex sindaco di Pignataro, a ben undici mesi di prigionia, per poi essere scagionato quando il Gup De Gregorio ha demolito l’intero impianto accusatorio. Nella cittadina campana, tuttavia, esiste ancora una consistente fetta di cittadinanza (e non solo legata ad attività politiche che prefigurerebbero un atteggiamento strumentale), che si pone seri interrogativi sulla reale “pulizia” morale dell’ex Primo Cittadino e alcuni suoi collaboratori.   Parlare di mafia e dei rapporti che intercorrono tra politica e associazioni criminali è semplice e complicato allo stesso tempo. Ci sono due vie.  La prima ha le caratteristiche di una strada del sensazionalismo, della ricerca di un empowerment sfrenato ed illogico con il quale, spesso si prova a cibare l’intera collettività. La seconda, invece, implica una coscienza meno “costruita”, meno fedele alle varie linee e sicuramente molto più scomoda. E’ la via del ragionamento. Io non ho mai pubblicato note o articoli sull’ex sindaco Magliocca, ma non nascondo di essere stato uno di quelli che hanno esultato e brindato al suo arresto. Ho fatto male. Ho fatto male all’uomo e alla lotta alle mafie, poiché ho fornito l’ennesima occasione di apologia alla politica di questi territori, che trovo fallimentare ad ogni livello e in ogni sua rappresentazione. Senza “scadere” nel vasto calderone delle litanie firmate dai giornali di proprietà della famiglia Berlusconi, emerge il dovere etico di una riflessione civile. Il giustizialismo è il peggior nemico della lotta alla criminalità organizzata. Una società articolata in “razze” di perfetti e “razze” di imperfetti non funziona, anzi, è pura finzione senza giusto finalismo. I Giudici sono uomini, così come i Preti, i Sindaci, i Professori, quelli Precari, gli Operai, i giornalisti e tutte le categorie lavorative. Non esiste una società che accetta una “divisione” etica e politica tra chi sostiene e chi demonizza i poteri, reciprocamente a testa bassa.</p>
<p style="text-align: justify;">La lotta alle mafie è un affare serio e delicato e va isolato da tutti i tentativi di strumentalizzazione, anche quelli puramente ideologici. L’entourage giornalistico della destra italiana muove il dito contro Saviano e, forse, in certi casi lo fa, non senza ragioni. L’autore di Gomorra ha avuto un ruolo determinante nello “studio” politico, giudiziario e antropologico del clan dei Casalesi. L’opera del giornalista e scrittore si è fatta garante di una pubblicizzazione radicale e globale di quella logica che quasi sempre, in passato, era stata celata ai media nazionali e al “sapere di popolo”, aprendo al suo autore, la triste possibilità di restare vittima del sistema di cui aveva “cantato”. Una possibilità insopportabile. Da un po’ di tempo a questa parte, però, sostengono i giornali d’area moderata, Saviano, avrebbe scelto la via televisiva per tenere vivo un ricordo importante, una via che però, spesso porta ad una mediocrità referenziale del linguaggio e dell’approccio. <img class="alignright  wp-image-1190" title="ballerino" src="http://www.versoil19luglio.org/wp-content/uploads/2012/02/ballerino.jpg" alt="" width="312" height="343" />Occorre fare una riflessione asettica a riguardo. Saviano è un uomo coraggioso che ha un merito inestimabile e su questo, non credo, vi possano essere dubbi. Come non ammettere, però, che guardare Saviano e Fazio, imparruccati fino all’osso sui canali della Rai, sia una “non verità”, una scimmiottatura di quella che realmente è la lotta alle mafie? Vogliamo davvero credere che elencare mali, torti, gioie, morti e risorti, sia la rivoluzione? Vogliamo davvero credere che l’alternativa alla politica vetero-mafiosa sia la kermesse quotidiana di Santi e predicatori di un’antimafia che in qualche caso è diventata un mestiere, smettendo di essere quell’indirizzo etico e culturale che dovrebbe guidarci verso la giustizia? Su Magliocca, il Gup si è espresso e questo atto ha scatenato una catena di scuse e contro-scuse più o meno blasonate. Recriminazioni politiche e nuove accuse, articoli come questo e chiacchiere. Quello che resta è l’immagine di un ragazzo poco più che trentenne che ha passato un anno infernale dietro le sbarre.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte, esiste la  reale possibilità di entrare in una scuola pubblica per affissare il manifesto della <em>Carovana Antimafia</em> e sentirsi connotare, dall’operatore scolastico più anziano, come “Comunisti” (episodio capitato a Mondragone lo scorso anno). Come se il Comunismo fosse un’antitesi vivente della mafia. La colpa di questa disinformazione, direbbe il buon Baudrillard, è nella complessità del postmodernismo. Un’analisi meno tecnica e più attenta alle dinamiche di un certo “folklore”, invece, farebbe emergere delle colpe più borghesi. La prima potrebbe essere da addebitare ad una sinistra falciata e martellata che ha occupato militarmente il campo dell’antimafia, anzi, peggio ancora, della legalità. La seconda apre diversi interrogativi. Se occupazione coatta vi fosse stata, in che modo, una destra sfasciata e fasciata avrebbe permesso tale invasione? Il giustizialismo esiste, e su questo non ci piove, sarebbe mediocre, affermare il contrario, ma fatta salva la constatazione di una compromissione giudiziaria di quasi tutti i partiti e a tutti i livelli, in che modo la destra si è guadagnata il triste fardello di un collateralismo mafioso a priori? A mio parere, è un errore santificare o demonizzare un’accusa giudiziaria. Tutti potremmo essere vittime del fango. Tutti. E’ un errore, da parte della destra, però, il non farsi certe domande sui modelli che il partito di maggioranza relativa, il Pdl,  ha proposto in questi anni, a livello nazionale così come a quello locale. Un Deputato di Casal di Principe che siede in parlamento da 20 anni, non può non aver fatto neppure una sola interrogazione parlamentare sul tema camorra. Non può e non mi si venga a dire, che l’illustre “ballerino” si sarebbe occupato di altro. Un Deputato non può incitare i propri concittadini a risparmiare sul cibo per comprare auto di lusso o altre stravaganze. Questi sono modelli che fanno male alla cultura e dal momento che essa risulta essere l’unica “struttura” in grado di opporre una reale resistenza alle mafie, il danno si presenta in tutta la sua drammaticità. Sul versante sinistro, gli interrogativi interessano un bacchettonismo di facciata che ha stancato. Legalità. Legalità.</p>
<p style="text-align: justify;"> Legalità. Un significante che, a mio parere, dovrebbe infondere il suo significato di una carica d’umanità e non di tecnicismo fine a se stesso. Non servono i vocabolari di Celentano. Il rispetto delle leggi può essere messo in discussione? Ogni rivoluzione ( e a sinistra dovrebbero ben saperlo) è una messa in discussione dell’assetto legale vigente. Il legislatore, come il cittadino, è uomo ed in quanto tale è soggetto a degli sbagli. I clandestini che non rispettano l’indigesto, quanto miserrimo “reato di clandestinità”, sono una spada nel cuore della legalità? Per cortesia…Recuperiamo il valore della GIUSTIZIA sociale e impugniamolo in modo serio. “<em>Gli starrismi e i salmi ripetono</em> <em>storie dette due volte (cit.)</em> “. L’antimafia può, anzi deve essere dentro ognuno di noi e in ogni piccolo gesto che compiamo. L’associazionismo contro la criminalità organizzata è cosa seria ed è di più di un Fazio imparruccato, l’ultimo sermone disperato di Scalfari o l’ennesima canzone in voga sui canali mediasettini. L’associazionismo è fatto di incontri al freddo, minacce, sconfitte, sudore e in qualche caso anche gioie. L’associazionismo, che nell’ultimo anno a Mondragone sta realmente ottenendo i risultati (il protocollo di Versoil19luglio, le cooperative di Libera), è fatto di gente che ci crede e che, nella maggior parte dei casi, non ama apparire. Preferisce lottare.<br />
Parmenide</p>
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		<title>&#8220;Federico Del Prete : sindacalista, lavoratore e padre&#8221; &#8211; Intervista al figlio Gennaro</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 14:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Comitato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca Nazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 18 febbraio 2002, moriva ucciso dalla camorra, il sindacalista Federico Del Prete. Venditore ambulante, lavoratore e padre, interprete di una giustizia sociale che questa Terra, erroneamente detta  “di lavoro”, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 18 febbraio 2002, moriva ucciso dalla camorra, il sindacalista Federico Del Prete.<br />
Venditore ambulante, lavoratore e padre, interprete di una giustizia sociale che questa Terra, erroneamente detta  “di lavoro”, ha imparato ad ignorare in un tempo lontano. Denunciò il racket dei clan casertani, tra cui quello dei La Torre. Federico del Prete è morto di lavoro e per il lavoro. A dieci anni dalla scomparsa, il Comitato &#8220;Verso il 19 Luglio&#8221;, interprete di una cultura dell’antiracket e dell’usura che ha portato alla creazione di un <a title="PROTOCOLLO d’Intesa – Project" href="http://www.versoil19luglio.org/slide/protocollo-dintesa-project-2/" target="_blank">protocollo</a> di cui la Città di Mondragone si doterà presto, ha voluto celebrare la memoria pubblicando quest’intervista al figlio di Federico, Gennaro, vittima innocente della violenza insopportabile dei clan che lo hanno privato del papà, ma allo stesso tempo, testimone di quell’amore immenso e semplice che guidò il sindacalista coraggioso in quella straordinaria e rivoluzionaria lotta all’ingiustizia. Del resto, per Versoil19luglio, il rapporto con il territorio è fondamentale per costruire un’alternativa culturale e in questo senso, la stampa indipendente, dovrebbe sempre dare e ascoltare le parole a chi la camorra la vive o l’ha vissuta direttamente.   <strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La figura di Federico Del Prete, il sindacalista coraggioso, rappresenta per il nostro territorio un esempio di opposizione intransigente e civile al sistema camorristico che ancora governa l’economia e la politica delle nostre città. Lei, che ha vissuto in prima persona le vicende di quella straordinaria, ma drammatica lotta, come ricorda i tratti umani di questo Eroe della legalità?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Mio Padre era un uomo molto semplice abituato alla vita, testardo, caparbio e disponibile. Non si arrendeva mai davanti ad una difficoltà e trovava sempre la soluzione a tutto. Aveva un cuore grande colmo d’amore per gli altri e per la sua famiglia,ma aveva un difetto, l’orgoglio, che a volte lo portava a stare lontano dagli affetti.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che modo la vostra famiglia ha affrontato la coraggiosa guerra che Federico Del Prete mosse contro la camorra? E quali furono (se vi furono) le reazioni del mondo della politica locale (a Casal di Principe, a Mondragone, su tutto lo spazio di Terra di Lavoro)?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><a class="lightbox" title="Federicodelprete" href="http://www.versoil19luglio.org/wp-content/uploads/2012/02/Federicodelprete2.jpg"><img class="alignright  wp-image-1072" title="Federicodelprete" src="http://www.versoil19luglio.org/wp-content/uploads/2012/02/Federicodelprete2.jpg" alt="" width="192" height="287" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Abbiamo affrontato la perdita del nostro congiunto con grande dignità e sacrificio e soprattutto nei primi anni, nel silenzio più assordante, avvertendo la reale presenza del  buio nei nostri cuori. Io ho sofferto particolarmente questa situazione poiché sono un ex militare dell’esercito che ho servito per 10 anni con senso del dovere e abnegazione, ma purtroppo ai funerali non ha visto Istituzioni.  Mondo Politico, forze dell’ordine,sindacati, tutti assenti, e questo ci insegnò realmente che la morte di nostro padre fu “solitaria”, ma che in questo silenzio fece più rumore di un terremoto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi pensiamo che la grandezza di Federico Del Prete, abbia trovato una connotazione fattuale di grande interesse. La sua lotta, per ciò che riguarda la nostra città è stata prima di ogni cosa una “difesa” del “lavoro” come valore umano, dal controllo del clan camorristico dei “chiuovi”. In poche parole, il tentativo di “pulire” un lato della nostra “sporca economia”. Secondo lei, il sindacato locale sta continuando il discorso intrapreso da suo padre?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Credo che di uomini come mio padre ve ne siano pochi e che forse nessuno attualmente stia realmente portando avanti con forza, il suo ideale.</em><em> Federico Del Prete lavorava, perfettamente cosciente che “la Forza Del Male” ,la Camorra, lo avrebbe un giorno ucciso. Non poteva ignorare, e non ignorava, l’estremo pericolo che correva, perché troppi suoi Compagni di lavoro, troppi suoi amici, sono stati travolti dalla violenza criminale. Non è fuggito, perché  non ha accettato, perché non si è piegato, perché non si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque,  della Speranza che era in lui. Per Amore! La sua vita è stata un atto d’amore verso la sua città, verso questa terra che lo ha generato. Perché se l’amore è essenzialmente dare, per lui, amare la sua terra e la sua gente, ha avuto ed ha Il significato di dare a questa Terra un qualcosa. Quello che possiamo fare  è  “dare” le nostre forze morali, Intellettuali e professionali per rendere migliore la Patria che ci  appartiene.  Mio padre è stato ucciso lottando a testa alta, dando la sua vita, per un’ideale di giustizia sociale. E’ stato ucciso sognando un paese senza soprusi, lottando e insegnando il Coraggio a tanti vigliacchi che  subiscono in silenzio, assuefatti dall’idea che nulla possa mai cambiare . E&#8217; Morto da uomo vero  difendendo i  diritti degli ultimi, dei calpestati, di chi troppo spesso non ha  voce.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa è cambiato nei nostri territori negli ultimi dieci anni? Esiste una sensibilità popolare più diffusa relativa a questo grave cancro sociale? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fortunatamente negli ultimi anni, a differenza di quanto accadeva in passato, emerge una responsabilità e  una coscienza civica maggiore, volta alla comprensione di un fenomeno che va oltre un’interpretazione squisitamente pubblicistica. Un fenomeno che ha travolto la nostra nazione. Oggi la gente inizia a comprendere e ad acquisire gli strumenti culturali per combattere l’ideologia e il modus vivendi camorristico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nostro Comitato ha recentemente redatto un Protocollo sull’usura e il racket per la città di Mondragone (fenomeni che “inguaiano” il tessuto socio-economico) che premierà chi denuncia questo tipo di tematica e si costituisce parte civile nei procedimenti a seguire, con una cospicua serie di sgravi fiscali. E’ ovviamente poco, ma è comunque un inizio. Oltre alla grande azione di sensibilizzazione, secondo lei, in termini fattivi, cosa si sta effettivamente facendo per contrastare le mafie?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>L’associazionismo sta effettivamente funzionando in questo senso, le persone non si sentono più sole e  attraverso gli strumenti e gli organi di informazione, si riesce a limare la solitudine di chi lotta in silenzio. Basti pensare alla nascita sul territorio della <span style="text-decoration: underline;">Rete Nazionale Per La Legalità</span>, un insieme di associazioni che quotidianamente lottano contro il racket e l’usura, uomini come Luigi Cuomo, Lorenzo Diana, Franco Malvano, Lino Busa, Tano Grasso che quotidianamente offrono il loro contributo alla bonifica territoriale.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In che modo, lei sta provando a dare seguito alla “Grande Opera” iniziata da suo padre?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La mia testimonianza è diventata preziosa, per tanti giovani che come me vivono e prosperano di legalità. La lotta alle mafie è  possibile  da un lato, attraverso  l’azione quotidiana del singolo cittadino, che agendo onestamente contrasta fortemente l’ideologia camorristica e dall’altro, attraverso una risposta civica e forte di legalità alle inefficienze poste in essere da alcune Istituzioni, che ancora ignorano la semplice applicazione della legge. Io mi sono fatto latore di questa sfida che anche se  ardua, potrà, dovrà restituire prospettive di futuro e di dignità ai giovani e all’intera popolazione di Terra di Lavoro e del Mezzogiorno d’Italia.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>_________________________________________</p>
<p>Ecco il video del discorso di Don Ciotti ai parenti di Federico Del Prete, durante l&#8217;apposizione della targa nell&#8217;area Mercato di Mondragone (CE). &#8211; 18 Febbraio 2012</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/YFcQceKYO00" frameborder="0" align="middle" width="480" height="360"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il &#8220;Capo dei Capi&#8221;, uno spaccato della società contemporanea</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 23:58:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Comitato</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa è stata mandata in onda l’ultima puntata del telefilm il “Capo dei Capi”. Se avessi potuto, vi avrei invitato calorosamente a guardarla, tranne nel caso aveste avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Qualche settimana fa è stata mandata in onda l’ultima puntata del telefilm il “Capo dei Capi”.<br />
Se avessi potuto, vi avrei invitato calorosamente a guardarla, tranne nel caso aveste avuto inclinazioni artistiche, in tal caso vi avrei consigliato la visione di “Amici” o qualche altra menata del genere.<br />
Questi programmi televisivi rispecchiano l’educazione e l’istruzione che oggi, ai tempi del “bunga bunga” va per la maggiore . Tutto ciò è significativo, molto significativo !<br />
E’ un messaggio chiaro. Penso che film come questo, ed altri (Il Padrino, Quei bravi ragazzi, Il camorrista, ecc), abbiano provocato danni culturali incalcolabili perché hanno presa facile su persone deboli . La violenza che prevarica in questi film da vigore al prototipo dell’uomo mafioso, un personaggio che “si è fatto da solo e ha dettato legge” .<br />
Chi non ha visto la villa di Walter Schiavone e non ha pensato che fosse uguale a quella del boss che si vedeva in  un certo film ?!<br />
Seguo da poco e con apprezzamento le vicende del Comitato, perché penso che bisogna parlare dei problemi della società in cui viviamo.<br />
Io ho qualche anno in più ,quindi …. ne ho viste tante, forse troppe, vivendo in questa terra.<br />
La mia prospettiva è pertanto di maggiore disillusione rispetto a quanto vedo e a quanto sento.<br />
A differenza di molti, io non riesco a gioire dell’arresto di Michele Zagaria. E’ stato sedici anni latitante. Cosa c’è di avventuroso, lussuoso o fantastico in una vita del genere ?<br />
Per più di un ventennio è stato testimonial e sponsor criminale. Ha condizionato con le sue azioni scellerate la storia e il futuro della nostra terra. E’ riuscito ad accumulare ricchezze che probabilmente non saranno mai completamente disvelate e restituite alla società civile . Ma ora che è stato arrestato, secondo voi, ha perso?<br />
Io non credo proprio. Penso che ora sia riuscito ad andare in pensione a spese dello Stato, meta ormai troppo lontana per gente onesta come  noi .<img class="alignright  wp-image-1031" title="il-capo-dei-capi-bannerdef" src="http://www.versoil19luglio.org/wp-content/uploads/2012/01/il-capo-dei-capi-bannerdef.jpg" alt="" width="397" height="180" /><br />
Ora che Roberto Saviano ha acceso il riflettore sulla nostra terra, penso che dovremmo “pretendere” che i governi intervengano con i mezzi e le risorse adeguate a cambiare le sorti del nostro paese, non delegando sempre questi oneri alla società civile .<br />
Dovremmo soffermarci sulla creazione, la crescita e lo sviluppo di una coscienza civile diversa, nuova ; ma lo Stato,  non può tirarsi fuori da questa responsabilità, poiché è il solo ad avere i mezzi necessari al perseguimento di questi obiettivi.<br />
Ovviamente i tagli alle forze dell’ordine non incentivano la lotta alla camorra .<br />
Forse tra 20 anni saremo a festeggiare l’arresto di chi<span style="color: #000000;"><span style="color: #808080;"> oggi </span>,</span> probabilmente, ha già preso il posto di Zagaria, Schiavone e Iovine.<br />
Intanto, mentre ci mettiamo comodi e ci godiamo l’ultima puntata del Capo dei Capi, o qualche altro telefilm del genere, sempre meno fondi sono destinati al settore dell’istruzione e della formazione. Tutto ciò  inevitabilmente si ripercuoterà sulla nostra terra a costi elevatissimi che sconteremo in un futuro (ahinoi!) poco remoto !<br />
(Anonimo)</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mafia e l&#8217;antimafia raccontate da un siciliano</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 09:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Comitato</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Il seguente articolo sarà noioso, molto noioso. Vi informo subito che parlerò di mafia e antimafia nel luogo in cui vivo, il Nord Italia (più specificamente Bologna), argomento inflazionato di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il seguente articolo sarà noioso, molto noioso. Vi informo subito che parlerò di mafia e antimafia nel luogo in cui vivo, il Nord Italia (più specificamente Bologna), argomento inflazionato di cui sicuramente saprete tutto,ma rivolgendomi direttamente a voi “settentrionali”spero che lo leggiate fino in fondo. Potrete pensare che il mio essere siciliano non sia abbastanza per parlare a destra e manca del fenomeno mafioso, infatti non lo è e proprio da qui parte questo scritto. Noto tristemente che la maggior parte delle organizzazioni antimafia anche al Nord Italia, vedano come iscritti ragazzi emigrati che, nel loro tempo a disposizione, cercano di sollevare un problema ai molti semi sconosciuto. Noi meridionali abbiamo come un patentino, una sorta di competenza naturale al fenomeno mafioso, chi nasce al nord ha avuto la fortuna di esserne immune, non toccato. La mafia non esiste o se c’è è qualcosa di sporadico e non radicato, occasionale potremmo definirla. Ora c’è qualcosa di più comico, per me siciliano, di sentire un bolognese o bergamasco affermare “la mafia qui non esiste” ?? I ruoli storici sembrano invertirsi, l’omertà meridionale segna il passo a quella settentrionale, certo siamo chiari, sono due omertà completamente diverse, più cosciente la prima, più altezzosa e orgogliosa la seconda,ma non per questo meno colpevole. Certo una cosa è certa, il Nord è più fortunato, è come i nuovi abbonati Sky, essendo un nuovo arrivato ottiene molti privilegi che noi vecchi abbonati (ormai da duecento anni) non abbiamo. Le mafie sono proprio ingiuste, sono la più grande industria del meridione, ma portano i propri capitali al nord Italia, investendo in infrastrutture o edilizia e a noi non lasciano che usura e povertà, dovremmo fare una petizione ai boss per una maggiore redistribuzione delle ricchezze, ma non si sono dimostrati negli anni così aperti ai bisogni della gente. Una piccola avvertenza però, quando anche voi sarete diventati  vecchi clienti, i vantaggi inizieranno a venire meno, una volta che “Sky” avrà tanti abbonati e sarà radicata non vi aspettate più decoder omaggio o sconti natalizi, inizierà a chiederà anzi contributi maggiori e maggiori. <a class="lightbox" title="scimmia-mafia" href="http://www.versoil19luglio.org/wp-content/uploads/2012/01/scimmia-mafia2.jpg"><img class="alignright  wp-image-981" title="scimmia-mafia" src="http://www.versoil19luglio.org/wp-content/uploads/2012/01/scimmia-mafia2.jpg" alt="" width="363" height="311" /></a>Le mafie iniziano con accordi per piccoli appalti, ma una volta aperto il varco inquinano le istituzioni democratiche e il risultato è che la politica comincia a fare meno l’interesse dei cittadini e a concentrarsi su strani investimenti e infine ai cittadini in primis verrà chiesto di favorire certi personaggi invece che altri perché loro sanno come gestire il vostro voto, magari non saranno i più bravi,ma vedranno di ricambiare il vostro favore. Soliti cliché? Ultimamente però mi capita di leggere strane cose, tipo che una pizzeria, tra le più note e frequentate di Bologna, sia sottoposta a sequestro preventivo su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Napoli o di un sequestro di società, attività commerciali e beni immobili, riconducibili a due narcotrafficanti ritenuti &#8220;personaggi apicali&#8221; della &#8216;ndrangheta. Qualcosa accade anche qui e non sono il solo, fortunatamente, a essermene accorto. La Regione Emilia-Romagna ha approvato nel maggio del 2011 delle “Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”. E’ un passo molto importante, ma per renderlo realmente efficace bisogna non perdersi in autocelebrazioni, bisogna dare seguito con azioni sempre più concrete. Ecco perché sostengo la creazione, come già promesso da Merola in campagna elettorale, di una Commissione Comunale Antimafia, Bologna deve cercare di essere l’avanguardia nella prevenzione del fenomeno mafioso. E’ proprio quando le mafie cercano sbocchi per i propri capitali, che è ancora possibile respingerle ed è una battaglia che va combattuta tutti i giorni senza mai sottovalutare nessun segnale. Infine mi piacerebbe sottolineare come una lotta regionale ha una valenza profondamente nazionale, bloccare e sequestrare i soldi al Nord, indebolisce molto le mafie anche al Sud, quindi l’unione poche volte come questa fa veramente la forza.</p>
<p style="text-align: justify;">Carmelo Galeano</p>
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